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AutostimaBioenergeticaPsicologia EnergeticaStrutture caratteriali e bioenergetica | Paola Dondoli

1 Agosto 20190

 

 

Le strutture caratteriali di ogni individuo derivano da una serie di fattori legati alla prima infanzia.

Abbiamo visto in molti articoli su questo blog, come le emozioni possano influire sulla formazione del carattere e della personalità del bambino, e come le emozioni negative o la mancanza di emozioni positive, possano determinare la condizione di benessere o malessere della persona.

Abbiamo sottolineato anche come l’esercizio corporeo bioenergetico possa trasformare o meglio, liberare, le emozioni che sono causa del disturbo o disagio di cui al persona soffre.

 

Come può l’esercizio corporeo determinare una trasformazione a livello emotivo e caratteriale?

La comprensione della dinamica delle emozioni sul campo somatico e come esse siano correlate alle tensioni muscolari croniche che si evidenziano sul corpo, è stata oggetto di innumerevoli studi, da Freud a Ferenczi, da Abraham a Wilhelm Reich (colui il quale determinò in modo decisivo una salto conoscitivo) e Alexander Lowen, il padre della moderna Bioenergetica, che combina il principio dell’attività a livello somatico con la pratica analistica a livello psichico.

Attraverso le correlazioni tra le dinamiche emozionali e le tensioni muscolari la Bioenergetica individua le strutture caratteriali nevrotiche che sono determinate da esperienze traumatiche verificatesi nella prima infanzia dell’individuo, e che sono state messe in luce dall’indagine psicoanalatica del comportamento nevrotico

 

 

 

caratteri bioenergetici paola dondoli

 

Dare amore ad un bambino aiuta la sua crescita equilibrata se questo è un sentimento tenero capace di soddisfare i suoi bisogni, ma diventa un problema se è dettato dalle convinzioni errate della madre riguardo a  quali siano le esigenze di amore di cui ha bisogno il figlio.Da qui nascono alcuni degli interrogativi fondamentali:

 

  • Per quanto tempo la madre deve continuare a soddisfare i bisogni del bambino?
  • Di quanto contatto con la madre ha bisogno il bambino per evitare ogni senso di privazione?
  • Per quanto tempo la madre deve continuare a sostenere e allattare il bambino?

 

 

Le risposte potrebbero essere traumatizzanti per chi legge, ma di sicuro vanno a chiarire molti dubbi legati alla salute mentale.

 

L’importanza della funzione genitale nel bambino

 

Purtroppo le condizioni del vivere odierno non consentono alla donna, dalla quale si esige sempre tanto, di dedicarsi al bambino come faceva in passato e ne risulta che la donna moderna si trova spesso in conflitto con i figli. Il terzo anno di vita è un anno importante nella storia di una persona. A tre anni circa il bambino acquista il controllo dei muscoli dello sfintere, una buona coordinazione motoria e un’adeguata comprensione del linguaggio parlato. A questa età il bambino comincia inoltre a mostrare un senso di indipendenza e un senso di responsabilità. A tre anni la funzione genitale si fissa, ovvero si stabilisce la supremazia genitale che, bioenergeticamente parlando, significa che ora l’oscillazione longitudinale dell’energia è ancorata sia alla testa che ai genitali.

Lo sbocco creato dalla crescente indipendenza del bambino è biologicamente legato alla sua genitalità in sviluppo. Questo è quindi il momento in cui il bambino esce dallo stadio della prima infanzia  e mostra una certa indipendenza, poichè può capire e parlare il linguaggio parlato; ma è adesso che i genitori pretendono che obbedisca ai suoi ordini e che capisca come ci si comporta. Vietata quindi la masturbazione, incentivate le buone maniere. Siamo di fronte al primo vero conflitto con i genitori, che spesso finisce con una dose regolare di punizioni, anche fisiche.

 

strutture caratteriali paola dondoli

 

Se la funzione genitale si è stabilita saldamente, non c’è ritiro dalla realtà e il bambino prenderà conoscenza della frustrazione, della privazione e si irrigidirà. Il bambino può nascondere il suo interesse genitale, ridurne la carica o assumere un chiaro atteggiamento di sfida, ma non cede mai! La rigidità si vede sia a livello fisico che emozionale e i vari tipi caratteriali sono caratterizzati dall’inflessibilità delle strutture dell’Io.

Un bambino per sostenersi ha bisogno anche di affetto; bioenergeticamente diciamo semplicemente che il neonato ha bisogno di prendere energia. Se questa energia (cibo,amore,ecc) gli viene negata, ci sarà privazione.

A circa tre anni il bambino ha un bisogno crescente di dare, di esprimere il suo affetto, di scaricare energia. Quando sente il bisogno di scaricarsi, sia giocando con gli altri bambini, sia dando affetto agli adulti che lo circondano, entra nella fase genitale. La sua libido, precedentemente rivolta all’interno, è ora diretta fuori, verso il mondo, ed ha bisogno di un oggetto. Se l’oggetto manca o non risponde questo è causa di frustrazione.

 

Bioenergeticamente la frustrazione descrive l’incapacità di scaricarsi, la privazione, il fallimento o la mancanza di carica

 

La soppressione implica il rifiuto di un diritto e il bambino è costretto in una posizione passiva e la sua volontà è rovesciata.

Soltanto il bambino realmente sa o sente di quanto contatto ha bisogno e questo bisogno è individuale e non uguale per tutti. Il neonato esprime i suoi bisogni piangendo, urlando e gesticolando. Il bambino che piange ha bisogno di attenzione lasciarlo piangere senza intervenire in nessun modo crea disperazione e impotenza che ritroveremo nella sua struttura caratteriale da adulto.

Per esempio, laddove il modello di comportamento dell’individuo è caratterizzato da  sentimenti di privazione, forte paura di perdere l’oggetto del desiderio amoroso, vuoto interiore e disperazione, siamo in presenza di una  struttura caratteriale orale.

La struttura caratteriale rigida differisce molto dal tipo orale; mentre quest’ultimo si ritira dalla realtà in condizioni sfavorevoli , il carattere rigido diventa ancora più teso per mantenere il contatto. Le loro performance lavorative sono generalmente buone visto che sono meno soggetti alle fluttuazioni di umore. Al carattere rigido può essere attribuito il concetto di armatura e gli individui così corazzati raramente provano ansia perchè è proprio l’armatura a proteggerli dall’angoscia. La privazione produce oralità, la frustrazione a livello genitale si manifesta nella rigidità. La prima è un fattore che opera soprattutto nel primo anno di vita, la frustrazione è un fenomeno edipico che riguarda il periodo intorno al terzo anno di vita.

 

struttura caratteriale paola dondoli

Tra il primo e il terzo anno di vita può subentrare un altro fattore che deriva da una madre troppo protettiva e attenta. L’amore materno diventa eccesso e la madre costringe il bambino a mangiare, prova ansia, si preoccupa troppo che il bambino non si faccia male. Lo fa per amore ma l’effetto è quello di sopprimere l’Io in crescita del bimbo. La resistenza e la ribellione presto si estinguono, l’auto asserzione e l’autoregolazione non sono permesse, lo spirito del bambino è totalmente schiacciato sotto la sentenza “mamma sa come si fa” ed è questa la soppressione da cui deriva la struttura caratteriale masochista. Il masochista corrisponde ad un modello di comportamento che si compone di sforzi e abbandoni, di tentativi e fallimenti, è la sua tipicità è quella della paura dell’auto asserzione in qualsiasi forma.

La struttura caratteriale psicopatica  ha una forte fissazione orale e nella maggioranza dei casi evidenzia una struttura masochista; la struttura caratteriale schizoide invece rientra principalmente nel gruppo delle psicosi, infatti presenta tendenze schizofreniche anche se non si è prodotta una grave rottura con la realtà.

Sebbene sia difficile che un individuo evidenzi una sola struttura caratteriale, è possibile individuare quella prevalente che ci permette di comprenderne il carattere e l’esperienza emozionale attraverso la quale si è formato.

 

Se vuoi saperne di più continua a seguirmi, perchè nei prossimi articoli esaminerò ciascuna struttura nel dettaglio.

 

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