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Anatomia EnergeticaAutostimaBioenergeticaLe tecniche bioenergetiche ed il loro ruolo nella Medicina Integrata | Paola Dondoli

7 Ottobre 20190

 

Sono convinta che ci sia ancora bisogno di spiegare che cos’è la Medicina Integrata e di approfondire questo argomento. Innanzitutto la Medicina Integrata è una disciplina che segue il principio di base dell’essere umano, ovvero l’integrazione del tutto all’interno del corpo in ogni sua parte, comprese quelle che attengono al conoscere, al fare, al sapere, all’essere ma anche alla scienza e l’arte, al corpo, alla mente e l’anima.

E’ una medicina che non esclude niente, un’alchimia straordinaria della vita. L’integrazione è la meravigliosa capacità del nostro corpo il quale, con la sua intelligenza, integra un numero impressionante di segnali interni ed esterni, pressione e ritmo cardiaco, in base alla situazione che viviamo, la regolazione degli ormoni, l’autoriparazione (di una ferita così come di uno stato febbrile), l’attività logica razionale e quella creativa dei due emisferi cerebrali, assemblando tutti i sistemi in una continua e costante integrazione che rappresenta la nostra vita biologica.

La Medicina Integrata considera psiche e soma come un’unica entità

La medicina integrata rappresenta il nuovo paradigma medico che mette la persona al centro e considera la sua biologia e la sua biografia la stessa cosa, in altri termini, psiche e soma non sono divisi ma un’unica entità. Quest’ultimo concetto è sempre stato affermato dalle teorie e filosofie orientali ma fino ad oggi ben poco accettato dalla medicina occidentale e forse anche a buon ragione visto che mancavano le evidenze scientifiche. Oggi queste evidenze ci sono e provengono dalle Neuroscienze, dall’Epigenetica, dalla Fisica quantistica e quindi  possiamo affermare che la medicina diventa Integrata. Essa vede la malattia come uno squilibrio all’interno di un sistema che, ovviamente, ha tante sfaccettature.

La Medicina Integrata è la nuova medicina che ha necessità di un’apertura mentale sia da parte dei medici ma anche da parte dei pazienti, di noi tutti. Prendersi cura della nostra salute e del nostro benessere è imprescindibile, non possiamo a lungo accettare il nostro malessere interiore che inevitabilmente si ripercuoterà sul nostro fisico. Se annaffiamo una pianta una volta ogni tanto quando ce lo ricordiamo, inevitabilmente seccherà o mancherà di vitalità.

Nella Medicina Integrata può rientrare potenzialmente qualsiasi approccio purchè sia rigoroso e fatto con professionalità: Possono far parte della Medicina Integrata tutte quelle terapie a livello energetico, nutrizionale, biochimico come la Bioenergetica, la Terapia Quantistica, la Metamedicina, la Mindfulness, la Meditazione, la Medicina Cinese, l’Omeopatia, la Fitoterapia, ma anche la farmacologia e la chirurgia se utilizzate in modo adeguato e non indiscriminato.

Il piano di sviluppo del progetto Who Traditional Medicine 2014-2023  ha come obiettivo l’introduzione di questi approcci, definiti come “una parte sottostimata delle cure mediche” nella sanità pubblica.

Perchè una nuova medicina?

Perchè le criticità e i problemi della  prospettiva teorica tradizionale, trattandosi per così dire di modelli “derivati”, prendono poco in considerazione gli aspetti culturali e quanto accade nella vita quotidiana, venendo tra l’altro applicati indistintamente a persone e a situazioni differenti nel mondo.  La medicina attuale non ha un metodo sistematizzato, unitario e coerente per affrontare alla radice le patologie, la fisiologia e la cura della persona. Perchè questo? Perchè ogni specializzazione si concentra sulle proprie conoscenze frammentate e raramente tiene conto dell’unità del nostro corpo, di noi stessi.

Non è mia intenzione evidenziare gli attuali limiti della nostra medicina convenzionale o dei suoi eccessi, ma sensibilizzare su ciò che sono le necessità più rilevanti dell’attuale contesto di salute e benessere. In questa prospettiva, la dimensione psicologica e corporea dell’individuo diventa prioritaria, unita e non scartata a favore del frenetico produttivismo delle consultazioni diagnostiche che porta quasi esclusivamente al trattamento sintomatico della malattia.  In altre parole, se una persona ha un problema al cuore perchè questo non dovrebbe avere ripercussioni sul fegato o sui polmoni? In fisiopatologia solo alcune correlazioni sono note e ampiamente studiate, ma altre, come il ruolo dell’intestino sul cervello sono quanto meno poco considerate. Più che specialisti focalizzati sulla propria specializzazione c’è necessità di una visione olistica. L’individuo dovrebbe poter stabilire con il proprio medico una relazione basata sull’empatia, dove si attua il rispetto per le scelte del paziente e non relegare quest’ultimo al ruolo di puro spettatore della propria malattia. Inoltre, la prevenzione dovrebbe essere il primo pilastro della nostra salute.

 

La Medicina Integrata è un modello medico che offre trattamenti multidisciplinari che utilizzano molteplici strumenti diagnostici e terapeutici che rispettano le scelte del paziente e le sue particolarità . Si tratta quindi di integrare la medicina scientifica convenzionale, le medicine più naturali o complementari e le terapie dello stile di vita come, terapie di gestione dello stress e delle emozioni, nutrizione, counseling e life coaching.  La Medicina Integrata si basa su principi scientificamente validati come il potere della psiche in tutti i processi di malattia e guarigione (ci sono chiare evidenze dagli studi di neuroscienze alla psico-neuro-endocrino-immunologia che portano alla scoperta della neuroplasticità del nostro cervello), l’esistenza dell’inconscio, le emozioni come ponte fondamentale tra mente e corpo, l’essenza energetica, i piani di esistenza e la ricerca dell’anima e la spiritualità.

Fra i tanti metodi esistenti, la Bioenergetica è un approccio integrato basato sia sull’analisi della struttura caratteriale e del suo movimento energetico specifico e contemporaneamente sullo studio della personalità umana dal punto di vista dei processi energetici del corpo. Noi siamo energia ma non siamo abituati a pensare alla personalità in termini di energia, ciò nonostante le due cose non possono esser disgiunte. La quantità di energia che si impiega ed il modo in cui la impieghiamo determina inevitabilmente la personalità di ognuno di noi e si riflette in essa. Secondo l’approccio bioenergetico l’analisi viene accompagnata da uno sforzo coerente inteso ad aumentare il livello energetico del soggetto caricando o scaricando il suo corpo di energia. Considera la coscienza non distaccata dalla personalità, in quanto funzione dell’organismo, ma un aspetto del corpo vivente che si sviluppa da un punto di vista fisico, emotivo, psicologico e spirituale in rapporto con la crescita del corpo.

Se una persona non è attenta al proprio corpo (mindful) è perchè ha paura di percepire o sentire i propri sentimenti. Quando i sentimenti sono spaventosi in genere tendiamo a sopprimerli e nel fare questo si sviluppano tensioni muscolari croniche che non consentono lo sviluppo di nessun flusso energetico e di eccitazione. Si reprime la paura perchè è paralizzante, la collera perchè è pericolosa e la disperazione perchè è demoralizzante. Si sopprime anche il dolore perchè non si è in grado di sopportarlo. La soppressione dei sentimenti è la causa primaria della perdita di potere mentale visto che in genere la mente è occupata dal bisogno di controllarsi piuttosto che dall’esigenza di essere e sentirsi viva.

Mente e spirito sono ugualmente collegati e più energia abbiamo più spirito possediamo. Il legame tra spirito ed energia è immediato e possiamo definire lo spirito come la forza vitale dell’organismo che si manifesta nell’autoespressione di ognuno di noi.

Dobbiamo diventare noi stessi i protagonisti della nostra salute

E’ il momento di diventare noi stessi i protagonisti della nostra salute, prendendoci cura di noi, diventando osservatori di ciò che ci accade e di conseguenza diventare consapevoli dei nostri pensieri e delle nostre azioni, con la capacità di distinguere tra quelli che ci procurano benessere o al contrario malessere.  Apprendendo quelle conoscenze e tecniche che ci portano a stare bene ma anche ad applicarle continuativamente nei nostri comportamenti possiamo aprire il cuore alla vita e all’amore. Per raggiungere questo obiettivo è necessario capire ed elaborare le nostre difese, abbattere le resistenze e se non viene raggiunto lo scopo, il risultato è tragico. Attraversare la vita con il cuore chiuso è come fare un viaggio attraverso  l’oceano chiusi dentro la cabina più sotterranea della nave. Il senso, l’avventura, l’eccitazione e la gloria della vita non possono essere visti, sono persi  irrimediabilmente.

 

 

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